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EQ WORLD

Progetto di Community e Ricerca sociale per lo studio di un modello di sviluppo sostenibile che superi l'attuale modello occidentale.

EQ WORLD è uno spazio per chi crede che le parole chiave per costruire un futuro più sostenibile e attento alle generazioni presenti e future, sono EQUILIBRIO ed EQUITA'.

Lo spazio di lettura è aperto a tutti su EQ VLOG, se vuoi contribuire e partecipare alle discussioni e condividere le tue opinioni

IL MACRO-SISTEMA GLOBALE

SISTEMA
OCCIDENTALE

La democrazia e il capitalismo selvaggio

SISTEMA
RUSSOFILO

L'autocrazia imperialista e l'economia controllata

SISTEMA
ISLAMICO

Le autocrazie religiose e pseudoreligiose isolazioniste

SISTEMA
CINESE

L'autocrazia incontra il capitalismo selvaggio

INTRODUZIONE ALL'ANALISI GLOBALE

EQPolitics effettua un’attività di cultura politica, a supporto della cittadinanza, con l’obiettivo di fornire macro-elementi per comprendere gli scenari e interpretare le azioni politiche dei vari attori, a partire da scenari globali fino ad arrivare a scenari geolocalizzati. EQ Politics si occupa infatti di analizzare lo scenario politico attuale, cercando di tracciare schemi per comprendere quali siano i macrofenomeni che condizionano la vita sociale ed economica dell’umanità intera nelle diverse società. L’obiettivo principale è però quello di proporre un nuovo modello politico che superi gli attuali modelli ormai in tutta evidenza obsoleti e superati; un modello politico che supporti lo sviluppo sociale ed economico che parta dai valori fondamentali per il benessere dell’essere umano, inclusa la sua natura progressista, valori che non possono prescindere dalla salvaguardia della “casa dell’uomo” e dei suoi “coinquilini” (il pianeta e tutte le forme viventi). Per questo motivo gli articoli di EQ Politics saranno strutturati come previsto dal modello dello Sviluppo Sostenibile, ossia il modello che prevede equilibri tra la sfera ambientale, la sfera sociale e la sfera economica.

La sfera economica è spesso indicata come “Governance” (v. l’acronimo ESG), probabilmente simboleggiando uno dei macro-errori dello sviluppo attuale. Non è un caso infatti se oggi la politica, che dovrebbe essere la forma di “Governance” per eccellenza, imposta la sua azione partendo dalla sfera economica e dalla sua salvaguardia, relegando le altre 2 sfere ad azioni accessorie quando non marginali, ossia si implementano azioni per il benessere sociale e ambientale solo quando queste siano in linea con l’attuale sistema capitalista basato su un concetto FINANZIARIO di CRESCITA ECONOMICA.

Qui sta uno degli assiomi del modello EQpolitics: la Governance non coincide solo con la sfera economica ma deve necessariamente occuparsi di tutte e 3 le sfere contemporaneamente, e il modello economico deve adattarsi alla Governance e non viceversa; anzi la natura stessa definisce la priorità degli elementi mettendo in cima l’ambiente (senza il pianeta e il suo ambiente non saremmo nemmeno qui a parlarne), poi la società (l’ “ambiente umano” dove gli esseri umano svolgono la loro vita), poi l’economia (la gestione delle risorse per il benessere del pianeta e dell’uomo) ed infine la governance (l’insieme di regole che ogni società si da per lo svolgimento della vita all’interno di un determinato ambiente sociale, e comunque all’interno del pianeta…per ora) che deve includere tutte e 3 le sfere.

L’attuale scacchiere politico mondiale

Vediamo comunque quali sono i macro-elementi che contraddistinguono i modelli imperanti nel mondo attuale, e analizziamoli solo nelle componenti che più impattano sugli equilibri mondiali, in una analisi seppur incompleta, macroscopicamente importante per aiutarci a capire dove siamo ora.

Nel mondo attualmente ci sono 4 macro-modelli rilevanti intorno a cui gravitano altri micro-modelli; storicamente nell’ultimo secolo non sempre questo scenario ha mantenuto gli stessi gli equilibri, ma abbiamo avuto la costante di un modello occidentale piuttosto predominante, e gli altri 3 modelli che in varie fasi sono stati più o meno influenti. Le tensioni che stiamo vivendo in questa prima metà del XXI secolo, sono spesso frutto delle evoluzioni tra gli equilibri di questi quattro sistemi, che in questo momento storico stanno cercando più che mai di farsi strada per prevalere l’uno sull’altro, utilizzando ciascuno le armi più potenti che ha: l’occidente continua la sua battaglia principalmente sul piano economico, la Cina lo sta seguendo e sta accorciando le distanze in termini di potenza economica, il sistema islamico utilizza a seconda dei casi il potere del mercato dell’energia e delle materie prime, in altri casi il terrorismo, mentre il mondo Russo sta tornando all’imperialismo e all’uso massiccio della forza delle armi convenzionali e non.

IL SISTEMA OCCIDENTALE

 l’attuale sistema occidentale ha radici pluricentenarie e si chiama “occidentale” proprio perché nacque dalla contrapposizione ad evoluzioni storiche differenti con il cosiddetto “oriente”. La storia occidentale è stata contraddistinta da un’evoluzione passata da epoche quali l’umanesimo e il rinascimento (ma non solo), che hanno visto una evoluzione contraddistinta dal tentativo di rendere l’uomo “sempre più libero”, e dove il valore della libertà è stato sempre più il valore che ne ha guidato lo sviluppo. Il resto del mondo (contraddistinto in modo approssimativo come “oriente”), ha seguito un percorso sempre diverso, e nelle sue varie sfaccettature ha sempre portato avanti valori differenti che hanno spesso visto il protrarsi di modelli che in occidente ormai consideriamo medioevali e pre-medioevali: modelli in cui nuclei di potere, autocrazie politiche o religiose, hanno di fatto relegato le popolazioni a diverse forme di sudditanza. La ricerca della libertà e la libertà di espressione, hanno condotto nell’ultimo secolo il modello occidentale ad una crescita economica senza pari, e la crescita economica ha condotto a sua volta ad un progresso tecnologico e sociale senza precedenti. Questi fattori hanno fatto sì, insieme alle difficoltà degli altri modelli, che il sistema occidentale sia da tempo considerato il più potente ed attraente sistema attualmente esistente. Uno dei punti che oggi rende diverso il sistema occidentale dagli altri, è che seppure è presente una forte trazione USA, molti stati aderiscono al modello e possono influire in maniera anche rilevante, cosa non comune agli altri 3 modelli. Ma non è tutto oro quello che luccica, e il sistema occidentale da tempo sta mostrando segni di usura e di obsolescenza palesi, che determinano oggi una evidente necessità di cambiamento e miglioramento.

Comunque sia possiamo definire il sistema occidentale come un sistema contraddistinto da:

Sfera Economica: domina il modello del capitalismo finanziario /consumismo, modello che ha subito diverse evoluzioni che ruotano per lo più intorno al concetto di “Mercato libero” (più o meno libero o controllato), e che oggi ha consegnato di fatto il potere economico in mano ad una oligarchia finanziaria, sempre più potente. A farne le spese è soprattutto il potere politico che rischia sempre più di essere fortemente condizionato da questa forma di potere più o meno occulto, e di seguito anche i cittadini stessi che vedono la loro rappresentanza sempre meno rappresentativa degli interessi della maggioranza, sempre più concentrata sugli interessi della lobby finanziaria.

Sfera Sociale: alla base del sistema occidentale ci sta il modello democratico nelle sue ultime e varie forme evolutive. Il concetto di democrazia noto fin dall’antica Grecia, ha subito infatti molte evoluzioni, soprattutto tentativi di bilanciare al meglio interesse pubblico e privato. Dal 1700 in poi si sono evoluti in occidente concetti diversi di democrazia: democrazie di tipo federale, di tipo monarchico-liberale (utilitarismo dell’800), liberale (concetto strettamente interconnesso col libero mercato della sfera economica), di tipo socialista (concetto di democrazia che non può sposare il capitalismo) ed infine social-democratico (concetto di democrazia che affianca un sistema economico misto, un capitalismo in parte controllato dalla sfera pubblica). Attualmente le democrazie occidentali, stanno attraversando un grosso momento di crisi a causa della corruzione dei modelli economici capitalistici che non hanno saputo evolversi nell’ottica di supportare la libertà, l’eguaglianza e la giustizia all’interno della società. La sfera economica come già previsto da Marx, ha sopraffatto i valori chiave della democrazia in nome degli interessi di casta, creando diseguaglianze sociali ed economiche sempre più forti, oltre che disaffezione alla politica attiva.

Sfera Ambientale: è una sfera che sta acquistando sempre più importanza, pur uscendo dalla sfera di influenza del sistema. Perché esce dalla sfera d’influenza del sistema? Perché in occidente a partire dagli anni ’70, la libertà e il livello culturale hanno consentito lo sviluppo di nuovi studi e di un nuovo pensiero partito dal Club di Roma, che mette al centro il Pianeta e i suoi equilibri naturali, uscendo di fatto dalla sfera “occidentale” e riportando il pensiero ad una dimensione “globale”. Di fatto è un trend importante, l’unica vera rivoluzione in atto in occidente (la rivoluzione Green), che però come tutte le rivoluzioni è largamente osteggiata proprio all’interno dell’Occidente stesso, in particolare dai centri di potere che hanno tutto da guadagnare mantenendo inalterato lo Status Quo, figlio di un sistema che nell’ultimo secolo è stato tutto meno che ambientalista. C’è da dire che gli altri macro-modelli hanno la tendenza a dare minore importanza a questa sfera, mantenendo inalterato il pregiudizio storico che il pianeta ha infinite risorse. Detto questo ancora oggi il sistema occidentale è comunque ambiguo nei confronti dell’ambiente: movimenti di persone, imprese, enti parlano un linguaggio ambientalista, ma spesso economia e politica non seguono questa rotta preferendo mantenere inalterate le “vecchie” regole di sistema, per non alterare il sistema di poteri attuale.

Valori di riferimento: La scala dei valori identitari del sistema occidentale vede la tutela della libertà individuale e dei diritti umani sopra tutto, attraverso un percorso di legalità condivisa tipica dei modelli democratici, valori tesi a garantire da un lato il rispetto e la dignità di ogni individuo (persona) e dall’altro lo sviluppo culturale e sociale della civiltà e dell’uguaglianza dei diritti.Il valore della pace è un altro pilastro della cultura occidentale, naturale conseguenza dei valori appena descritti, e va visto insieme ad un altro valore cardine: quello della sicurezza individuale e sociale. 

  Il progresso scientifico e tecnologico segue tra i valori atti a perseguire maggior benessere sociale e individuale. Con il nuovo millennio poi il valore della sostenibilità e dello sviluppo sostenibile stanno diventando sempre più identitari della cultura occidentale, la nuova frontiera per garantire il benessere futuro, mentre il valore della globalizzazione si è affacciato prepotentemente come valore fondamentale, a seguito dei ritmi di progresso tecnologico raggiunto, progresso che ha di fatto creato una possibilità di “avvicinamento” di tutte le popolazioni mondiali.

I fattori critici: se i valori identitari sono quelli appena descritti, le aree più critiche sono oggi dovute al conflitto tra interesse pubblico e privato, dall’eccesso di competizione figlio di un mercato che da libero si è trasformato più in un mercato selvaggio, un mercato dove vige quasi sempre la legge del più forte, in totale contrasto con i valori di riferimento. Anche la difficoltà nel combattere il male (ciò che viola le leggi e il benessere dell’uomo e dell’ambiente) è diventato un punto critico, in quanto la cultura di pace (positiva in senso assoluto) associata ad un relativo senso di benessere raggiunto e ad un eccesso di “individualismo” ha generato purtroppo una scarsa attitudine al “combattere” in modo intelligente per la conservazione dei valori fondanti e per il miglioramento del sistema stesso.  La globalizzazione poi, ha di fatto perso di vista l’obiettivo di avvicinare i popoli attraverso incroci culturali e scambi commerciali, e si è trasformata in un’aumentato mercato potenziale da conquistare da parte dei poteri economici, scatenando l’ira di tutte le fasce di popolazioni deboli, che si sono rese conto di essere destinate ad essere sempre più deboli…anche qui in netto contrasto con i valori dichiarati. Tutti questi punti giocano un ruolo importante nella competizione (o lotta se si preferisce) con gli altri sistemi.

La gestione del potere interno ed esterno:

La gestione del potere all’interno del sistema occidentale è oggi un punto estremamente critico. Il modello democratico prevede che non possano esserci autocrazie, ma che il potere appartenga al popolo e venga espletato da una rappresentanza eletta dal popolo. In teoria rimane il modello di potere più avanzato e l’unico in grado di poter garantire equilibri sani tra sfera pubblica e privata, tra sfera individuale e sfera sociale, tra le sfere ambientale, sociale ed economica. Ma oggi i modelli politici dei paesi occidentali stanno incontrando serie difficoltà dovute da un lato alla complessità sistemica (è più semplice gestire il potere nelle mani di una persona che non da una moltitudine che per giunta cambia nel tempo), e dall’altro alla gestione delle naturali “divergenze ideologiche” del sistema. Questi 2 fattori stanno sempre più degradando in una competizione insana tra figure politiche, sempre più preoccupate al mantenimento del potere (spesso con secondi fini), e meno propense a valorizzare le differenze e l’alternanza. L’arena politica è perciò sempre più spesso distante dal “popolo” e produce misure ed azioni spesso orientate a mantenere il sistema “as is” (com’è), che non a cambiarlo in meglio.

Chi gestisce il potere, nei confronti dei paesi che abbracciano modelli diversi, è sempre orientato a far valere la supremazia economica, nonostante che teoricamente la politica colonialistica sia terminata da tempo. Nella realtà esiste un neo-colonialismo meno militare e più economico, che tra l’altro oggi deve competere con il neo-colonialismo russo e cinese, in un’arena politica-economica che per questo si fa sempre più aspra e aggressiva, e non può che portare a guerre economiche o addirittura militari.

Cosa oggi il modello occidentale non riesce a metabolizzare, è che per anni ha proposto valori d’eccellenza per il popolo, perseguendo però principalmente interessi economici a discapito delle popolazioni di altre aree geografiche; oggi le compagini politiche e le persone di queste aree non digeriscono più questa ingerenza economica e si stanno rivolgendo altrove, foraggiando purtroppo modelli ancora più retrogradi e autocratici. Al “potere” occidentale manca il coraggio di cambiare il modello affinché questo consideri e persegua realmente il benessere di tutti, anche delle comunità non occidentali che comunque con l’occidente ci hanno a che fare o che potrebbero volerci avere a che fare.

Attualmente si intravedono diverse possibili spaccature all’interno del sistema, che da un lato ne potrebbero mettere a rischio la stessa sussistenza, dall’altro potrebbero essere il viatico per la costruzione di un modello 2.0 più giusto ed equo, che “sistemi” le storture del modello attuale. La spaccatura principale è quella tra le diverse aree geografiche, soprattutto tra Europa e Stati Uniti. Se fino ad oggi la cooperazione tra le due aree ha costituito essenza vitale per il modello occidentale, è anche vero che il sistema occidentale è stato tutto a trazione USA, gli altri partner hanno vissuto nel bene e nel male a rimorchio. Oggi gli USA stanno vivendo una profonda crisi di valori e culturale (e a rimorchio stanno arrivando molti paesi europei), dovuta principalmente alla corruzione dei valori chiave di cui abbiamo parlato; questo sta portando all’acuirsi di tensioni politiche interne e all’affermarsi di figure politiche di tipo più autoritario, sovranistico, individualistico e dal forte ego, figure che rischiano di riportare il modello occidentale indietro nel tempo anziché verso una modernizzazione del sistema. Le elezioni Americane ne sono un esempio: fiumi di dollari buttati in ridicole campagne elettorali dove alla fine prevalgono i dinosauri della politica, rappresentanti delle lobby del potere economico. In particolare oggi Donald Trump, incarna in pieno il decadimento culturale della nostra epoca: un misto di ignoranza, egocentrismo e disprezzo delle regole condivise che DEVE preoccupare la gente occidentale, più ancora che le minacce esterne.